Per raggiungere Vedorcia occorre alzarsi presto, prendere l’auto e recarsi a Domegge di Cadore.
Attraversando il ponte che attraversa il lago del centro Cadore e risalendo la strada carrozzabile, in circa 30 minuti si arriva al rifugio Padova.
E’ un bellissimo luogo,anche per i bambini, con un parco giochi e degli animali da cortile.
Se si volesse arrivare a piedi basta lasciare l’auto in località Antarigole (a circa 1.5 Km di strada) e proseguire fino al rifugio Padova a piedi per circa 45 minuti. Questa non è una passeggiata impegnativa e si può fare anche coi bambini.

Vedorcia è a circa 2 ore e 30 dal rifugio Padova, da lì si arriva alla malga (casera Vedorcia) e in 20 minuti al rifugio Tita Barba. A 50 metri dal rifugio c’è anche un belvedere che permette di godersi un panorama mozzafiato, di quasi tutto il centro Cadore.

Si può scegliere una strada alternativa partendo dalla diga di Sottocastello, salendo per 4 Km su strada asfaltata fino all’ex forestale.
Da lì si hanno due possibili strade:

  • a destra per la mulattiera sterrata (la strada vecchia): una strada dismessa alla circolazione dei veicoli diventata il sentiero 350, che attraversa i boschi dei faggi e abeti rossi; in alcune parti la strada si apre e permette di vedere degli squarci di panorama sulle Marmarole e l’Antelao;
  • a sinistra si può percorrere la strada nuova, risistemata 5 anni fa, passando sopra un fiumiciattolo.

Entrambe le strade portano a “Tamarì”, una località di Vedorcia e, seguendo la strada, si arriva alla Casera Vedorcia, si esce dal bosco e il panorama si apre in una vallata luminosa con graziose casette in legno (baite); per arrivare qui ci vogliono 50 minuti e in altri 15 si arriva al rifugio Tita Barba, situato nella parte settentrionale della Costa Vedorcia.

Dal rifugio è possibile proseguire per forcella Spè, forcella Cavalet e il bivacco Gelvasutti, che si trova nella parte friulana di Vedorcia, circondati dagli spalti di Toro.

Informazioni utili
Il rifugio ha 17 posti letto,2 bagni e 5 tavoli per mangiare.
E’ aperto tutta l’estate e i fine settimana invernali per chi cammina con le racchette da neve (“ciaspe”).
Durante il periodo estivo è aperta la malga dove si produce latte e derivati.

Autore di questo percorso è Luca T., studente della terza A della Scuola secondaria di primo grado di Pieve di Cadore (anno scolastico 2013/14), nell’ambito di un lavoro di ricerca di sentieri e percorsi culturali e naturalistici del Cadore. Grazie ragazzi!